“Bones” post finale: l’EP sul mistero del bambino, la risoluzione ‘447’, il fantasma di Sweets e altro

Comunque la si giri, Bones ci ha fornito un certo lieto fine.

[Contiene SPOILER] Dopo dodici stagioni, il dramma Fox si è concluso con un episodio dai tratti malinconici, agrodolci ma in definitiva soddisfacente che ha trovato Mark Kovac neutralizzato per sempre, l’amnesia temporanea di Brennan guarire pian piano, Cam lasciare il Jeffersonian per mettere su famiglia con Arastoo (ma non prima di promuovere Hodgins direttore del laboratorio).

Qui di seguito, il co-showrunner Michael Peterson parla degli eventi principali che si sono susseguiti nel finale.

Qualcuno poteva morire? | “Ci sono state molte discussioni. Ma questo [scenario] sembrava il più adatto per la nostra serie. Se si fosse trattato di 24 o Homeland, sarebbe stato totalmente differente. Questa è una serie dove tutti quanti cavalcano verso il tramonto”.

Brennan | La temporanea perdita delle sue capacità intellettuali era una sorta di “test finale” per lei, spiega l’EP Peterson. “Chi è lei senza l’intelligenza che l’ha definita? E la risposta è stata che anche se succedesse una cosa del genere lei sarebbe ancora questa persona degna perché è in grado di vedere se stessa attraverso gli occhi di Booth. Sì, lei ha di nuovo le sue abilità ma in cuor suo sa che lei è più di questo”.

Hodgins e Angela | Jack è convinto che la moglie aspetti il secondo maschietto, ha ragione? “Assolutamente” conferma Peterson. “Sarà un bimbo. Hodgins non è Avalon, ma in questo caso ha una buona intuizione”.

Karen e Audrey | “Ci piaceva l’idea di sapere che questi personaggi andavano insieme da qualche parte a mangiare pollo fritto e a divertirsi insieme”.

Il fantasma di Sweets | Un’apparizione del genere sarebbe stata complicata nel mondo di Bones dove abbiamo così tanta logica, scienza e realtà. Abbiamo sentito di aver giocato tale carta con l’episodio in cui è accaduto tutto ciò ad Avalon. Quindi spingerci oltre avrebbe fatto sembrare la serie uno show sui fantasmi a dispetto di quello che è in realtà”.

447 | “Alcune persone la considerano una risoluzione” ma forse altre no. “Probabilmente c’è altro da dire. Abbiamo parlato con [il creatore della serie] Hart Hanson e [con l’ex showrunner] Stephen [Nathan] e tutti avevano una versione diversa di cosa “447” poteva significare. Per me e [l’altro co-showrunner] John Collier, quella doveva essere la risoluzione”.

Quindi, Kovac ha manomesso la sveglia di Booth e Brennan? “No assolutamente no” spiega Peterson. “Il modo in cui “447” serviva per noi era in un modo più che soprannaturale – un presagio, a segnalare un momento di ridefinizione per Booth e Brennan. Qualcosa che è stato lì tutto il tempo per dire loro: la vostra vita cambierà un’altra volta”.

L’ultima scena | C’erano più interazioni tra Booth e Brennan lì? “Sì e no” spiega l’EP. “Una cosa che ha fatto funzionare così bene la serie è che come momento finale abbiamo sempre avuto Booth e Brennan parlare [come il loro dialogo] si interrompe. Alcune di quelle cose erano nel copione, ma spesso David [Boreanaz] e Emily [Deschanel] hanno improvvisato. È stata una combinazione di ciò. Fino a un certo punto c’era il copione e poi David ha detto ‘non preoccuparti. Faremo le nostre cose’. E così è stato. È sempre stata una serie dove c’è questa grande fiducia. Loro si sono fidati di quello che abbiamo messo sulla pagina e poi hanno aggiunto degli elementi extra, quella piccola scintilla extra che ha funzionato così bene per 12 stagioni”.   [TVLine]

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