“The 100 5”: Jason Rothenberg sulla morte di [spoiler] nel secondo episodio

Il secondo episodio della quinta stagione di The 100 ha reclamato la prima importante vittima di quest’anno.

[Contiene SPOILER] La puntata ha mostrato come Octavia è salita al potere all’interno del bunker nel corso dei sei anni del salto temporale, Jaha è rimasto coinvolto nel bel mezzo della lotta per il calo delle risorse; ferito ha aiutato Octavia e nei suoi ultimi istanti l’ha consigliata su come unire i clan in guerra a Wonkru. Dopo tutto lui sapeva che gli restava poco tempo. Jaha si è scusato con lei e l’ha sfidata a pensare a se stessa non solo come una guerriera ma una comandante.

Si è tratto di un decesso tranquillo per un personaggio che è stato nella serie sin dall’inizio ed è uscito di scena impartendo una lezione per la prossima generazione di comandante capo: i leader devono esser pronti a rinunciare ai pochi per il bene di molti. Lo showrunner Jason Rothenberg ha parlato con Entertainment Weekly della morte di Jaha e di cosa significherà per il futuro.

Perché Jaha è morto sacrificando se stesso ma assicurandosi che Octavia trovasse un modo per unire le persone? “Avevo due obiettivi per la sua dipartita: volevo che uscisse di scena come un eroe. Volevo che le persone fossero toccate dalla sua morte anziché rallegrate. Credo che lui fosse un personaggio, in parte perché Isaiah [Washington] è stato così avvincente e magnetico nell’interpretazione, alquanto controverso nel senso che non era del tutto buono. Era guidato, ossessionato e bisognoso di fare ciò che era giusto per la sua gente tutto il tempo”.

Con la sua morte volevo restare fedele a ciò – e penso che ci siamo riusciti – ma volevo anche assicurarmi che fosse eroica e emotiva, non che uscisse di scena nelle vesti di cattivo. Per me era importante creare un pathos emotivo e credo che l’abbiamo fatto” dice Rothenberg. “Molte persone speculavano che Octavia avrebbe ucciso Jaha. Credo che resteranno sorpresi del fatto che in realtà si sono alleati nell’episodio”.

Circa la risonanza che le parole di Jaha avranno in futuro, lo showrunner spiega: “Octavia è il personaggio per cui sono più curioso di scoprire quale sarà la reazione del pubblico… Perché a causa del salto temporale, credo che tutti siano pronti [a cambiare]. Sei anni sono un tempo davvero lungo, molto più rispetto a quando li abbiamo conosciuti, quindi abbiate una menta aperta al fatto che sono cambiati parecchio”.

Entrando nella quinta stagione sapevamo già che Washington non faceva più parte del cast fisso di The 100 (ma questo non necessariamente significava che Jaha sarebbe morto).

Il suo ultimo giorno [di riprese] è stato molto emozionante. Ero sul set per questo – e tra la prima e il finale non ci sono molto spesso perché c’è tanto da scrivere – ma in quell’occasione ero lì per poter salutare e dire grazie. È una scena così toccante, volevo assicurarmi che venisse bene. Credo che [Isaiah] abbia davvero amato la sceneggiatura e ovviamente ha amato Jaha. Sono ansioso di vedere cosa farà dopo e quali saranno le reazioni. Penso che alcune persone saranno sorprese della sua morte. So che molta gente lo adora, ma era un personaggio controverso”.

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